postato da Ale55andra alle ore 18:42
lunedì, 21 aprile 2008

REGIA: Brad Siberling

CAST: Morgan Freeman, Paz Vega
ANNO: 2007

TRAMA:

Un attore hollywoodiano che non recita da almeno quattro anni sta vagliando la possibilità di lavorare in un film indipendente nel quale dovrà interpretare un direttore di supermercato. Per rendersi conto della parte, decide di andare a fare un sopralluogo in un supermercato. Qui, rimasto a piedi a causa della negligenza di un autista improvvisato, fa la conoscenza della cassiera Scarlet, la quale si offrirà di accompagnarlo a casa. Durante il tragitto i due impareranno a conoscersi e a conoscere meglio loro stessi.

 



ANALISI PERSONALE

Niente di eclatante questo 10 cose di noi, titolo originale 10 items or less, ispirato alle casse veloci dei supermercati dove si possono portare massimo 10 pezzi. Un film molto piccolo e semplice, che seppur arenandosi in moralismi spiccioli (alla non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni o per riprendere in mano la propria vita), riesce ad intrattenere per la sua breve durata e strappa anche qualche sorriso, soprattutto grazie alla simpatia e alla gigioneria del grande Morgan Freeman, che in questa pellicola interpreta sé stesso (anche se la figura dell’attore che non lavora da quattro anni e che recita in audiolibri non gli si avvicina nemmeno lontanamente).
Vivere è recitare o recitare è vivere? Questo è forse il quesito principale che il regista si pone e ci pone. Per l’attore protagonista di questa pellicola (di cui non si pronuncia mai il nome, ma che tutti riconoscono, perché ha recitato in quel blockbuster con Ashley Judd svenduto a poco più di due dollari, o in altri film in cui non ha mai nemmeno lavorato), la recitazione è tutto e, visto che non riesce a lavorare da anni (non se ne spiegano le cause), cerca di vivere la sua vita come se fosse un enorme film: tutti hanno delle parti, da protagonisti o meno, e la messa in scena è davvero molto importante. Quando conosce la giovane Scarlet (la bellissima ed esuberante Paz Vega), alla deriva della propria vita, che non sa come sbarazzarsi del suo lavoro e come comportarsi al colloquio per un altro posto, l’attore decide di insegnarle a “recitare” (e quindi di rimando a vivere?) e come assumere il ruolo di protagonista nella propria vita e nella vita degli altri. La vita è un enorme film? O il film rispecchia quella che è la vita? Forse la risposta sta nel mezzo, dato che il regista non scioglie il quesito: "Viviamo, lavoriamo. Si ricomincia da qui!", finisce infatti così la pellicola, con un telefonatissimo epilogo che vede i due protagonisti salutarsi per sempre, come se fosse impossibile diventare amici e frequentarsi dopo una bellissima giornata che ha portato i due ad una migliore  consapevolezza di sé stessi.

Ma tutto sommato (evitabili alcune gag di dubbio gusto come quella dei due attori si esibiscono in una gara di rutti o quella del segretario gay che fa gli occhi dolci a Morgan Freeman), il film risulta gradevole e garbato, anche perché al di là dei cliché già elencati, porta con sé anche una riflessione importante (oltre a quella della metacinematograficità), che è quella sull’importanza del lavoro e di come questo faccia proprio parte delle nostre vite, delle nostre personalità, della maniera di esprimere noi stessi. L’attore è portato a parlare con tutti, ad essere gioviale e socievole, nonché esuberante e vanitoso (numerose volte Morgan Freeman fa apprezzamenti, seppur ironicamente, sul suo aspetto fisico); la cassiera di un fatiscente supermercato è repressa, molto scontrosa e soffre internamente perché desidera una vita diversa.
Nel film non succede quasi niente, così come per il recente Interview (molto più fine ed intrigante), l’azione è tutta contenuta nelle parole e nei dialoghi, come quello nel quale i due a turno elencano le
10 cose da tenere e quelle da buttare: indicativo appare il fatto che la cassiera si fermi a 7 con le cose da tenere (che poi alla fine della bellissima giornata diventano 8), mentre l’attore arriva ad 11. La sceneggiatura, quindi, ha un ruolo molto importante nel delineare le diversità dei due protagonisti che però riescono a venirsi incontro perché afflitti da un “male” comune, che è quello dell’essersi arenati in una situazione nella quale non si vive bene, anzi non si vive affatto.
Con leggerezza e spensieratezza accompagniamo la cassiera e l’attore in una sorta di “viaggio” a bordo di una scalcinata macchina color senape vero la liberazione dalle catene dell’insoddisfazione professionale e personale e, soprattutto, verso l’acquisizione  della fiducia e della sicurezza in sé stessi.

VOTO: 6/6,5

 



CITAZIONE DEL GIORNO

Sono una donna abbastanza ricca per apprezzare gli uomini che si possono comprare. (da "Per un pugno di dollari", 1964)


LOCANDINA

 

 

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Categorie: cinema, 2007, 10 cose di noi