postato da Ale55andra alle ore 12:27
venerdì, 11 gennaio 2008

REGIA: Juan Carlos Fersnadillo

CAST: Robert Carlyle, Jeremy Renner, Rose Byrne, Catherine McCormack, Harold Perrineu, Imogen Poots, Mackintosh Muggleton
ANNO: 2007

TRAMA:

Un virus letale, causa di un’enorme epidemia, imperversa sulla Gran Bretagna ma dopo sei mesi grazie anche all’occupazione americana sembra debellato per sempre se non fosse che, dopo il ricongiungimento di una famiglia separata proprio a causa del virus, si scopre che uno dei componenti del nucleo familiare porta con sé un terribile segreto…

 



ANALISI PERSONALE

Ci risiamo. A seguito della visione del poco più che sufficiente 28 giorni dopo di Danny Boyle non potevamo di certo lasciarci sfuggire il suo seguito che scimmiotta il titolo precedente e che stavolta è affidato ad un altro regista, coordinato però da Boyle qui nelle vesti di produttore.
Cosa aggiunge di nuovo questo capitolo al suo precedente? Verrebbe da dire niente se non fosse che in realtà qualcosa, anche se in negativo, la aggiunge eccome. Teste volanti, arti mozzati, occhi cavati, sangue a fiotti anche quando non ce ne sarebbe bisogno. D’accordo che si tratta di un film dell’orrore, ma non è di certo il sangue che fa paura. Per il resto l’argomento resta sempre lo stesso: evacuare un paese assalito dagli zombie o qualcosa di molto simile agli zombie, che corrono come matti in cerca di prede da azzannare e aggredire. Certo il regista dirige con abile mano più di una scena riuscendo a creare tensione e suspance più di una volta, ma tutto il resto (diceva Califano) è noia. Di particolare impatto visiva la sequenza iniziale (non a caso girata da Boyle) nella quale l’ottimo Carlyle con moglie al seguito più qualche altro sopravvissuto in quarantena tentano di salvarsi da un improvviso assalto di zombie. L’unico che riuscirà a svignarsela sarà Don Harris (Carlyle appunto) che non si preoccuperà affatto di lasciare moglie e amici tra le grinfie dei temibili mostri affamati.
Passano 28 settimane e la Gran Bretagna viene occupata dagli Stati Uniti (chiaro riferimento politico) che riescono a debellare l’epidemia e cominciano l’opera di ricostruzione facendo rientrare nel paese solo coloro che si sono sottoposti a numerosi e capillari controlli. Tra queste persone ci sono due ragazzini, Tammy e Andy che subito dopo essere tornati a Londra incontrano loro padre, Dan. Dopo essersi ricongiunti, l’uomo nasconde ai suoi figli di essere fuggito codardamente lasciando morire la loro mamma e finge persino di essere tornato indietro per riuscire a salvarla, quando in realtà era
scappato a gambe levate con un motoscafo, salvandosi per un pelo.
Disobbedendo all’ordine di non muoversi dalla loro nuova abitazione, i due ragazzini oltrepassano la “zona sicura” per recarsi nella loro vecchia casa in cerca di ricordi della loro apparentemente defunta madre ed è in questo modo che si scatena l’apocalisse. Trovano, infatti, nella loro casa ad aspettarli proprio la mamma, che magicamente è sopravvissuta all’assalto di una marea di zombie, e che magicamente sembra non essere infetta.

Dopo numerose analisi, il maggiore Scarlett Ross (Rose Byrne), scopre che in realtà Alice Harris (Catherine McCormack) è stata colta dal virus ma ne è immune. Nasce la speranza di poter finalmente trovare una cura per il tanto temuto virus, ma gli altri colleghi preferiscono eliminare immediatamente il pericolo, se non fosse che Dan, spinto dal rimorso per aver abbandonato sua moglie proprio mentre lo implorava di aiutarla, si reca da lei e dopo un tenero bacio d’amore (non privo di bave e saliva) rimane infettato dando inizio ad una nuova apocalisse.
Il caos non tarda a scoppiare e ben presto la paura e l’orrore si diffondono rendendo impossibile per i cecchini e i soldati distinguere tra zombie e folla urlante e scalciante. Viene annunciato il codice rosso e a tutti i soldati viene ordinato di sparare alla cieca, su chiunque capiti sotto tiro.
L’imperativo è: correre e salvarsi la pelle. Obiettivo principale del maggiore Ross è quello di portare in salvo i due figli di Alice anche a costo della sua vita perchè potrebbero aver ereditato la qualità di portatori sani del virus. Ad unirsi al terzetto in fuga si aggiunge il sergente Doyle (Jeremy Renner), che con l’aiuto di un collega a bordo di un elicottero (Hardol Perrineu preso in prestito dal telefilm Lost) riuscirà, in un modo o nell’altro e non senza sacrifici enormi, a portare in salvo i due ragazzi.
Ma l’apparente lieto fine non dura molto dato che veniamo catapultati a Parigi in un finale aperto che lascia adito, ahimè, ad un possibile ritorno dei famelici zombie.

28 settimane dopo sarebbe proprio un brutto film se non fosse per due o tre intuizioni che il regista ha qua e là senza che però si affastellino adeguatamente nel caos di immagini, suoni e parole che il più delle volte eccedono per quantità. Al di là di una discreta fotografia che indugia sugli occhi impauriti o affamati dei vari protagonisti, di una buona recitazione soprattutto per quanto attiene Carlyle che è chiamato ad interpretare un personaggio davvero difficile (uomo codardo all’inizio, zombie famelico alla fine) e di una caratteristica ambientazione (però già vista nel precedente capitolo) di una Londra “apocalittica”, il film non va contrassegnato da una quasi onnipresente, fastidiosa ed irritante colonna sonora che raramente riesce a sfiorare la sufficienza se non in quelle due o tre scene girate e montate davvero bene (quella iniziale, ma anche quella in cui gli zombie vengono investiti da ondate di fuoco o quella emozionante quanto improbabile del ricongiungimento dei due fratelli).

Insomma laddove il primo capitolo superava di poco la sufficienza, il secondo riesce a superare di poco la mediocrità. Cosa accadrà col terzo capitolo? Forse è meglio non saperlo.

Regia: 6
Sceneggiatura: 5
Recitazione: 6,5
Fotografia: 7
Colonna sonora: 4
Ambientazione: 6
Voto finale: 5,5



CITAZIONE DEL GIORNO
 
Da ragazzo, Leonard Zelig e' tiranneggiato spesso dagli anti-semiti. I suoi genitori, che non prendono mai le sue parti e lo incolpano di tutto, stanno con gli anti-semiti. (Da “Zelig” di Woody Allen)


LOCANDINA

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Categorie: cinema, 2007, 28 settimane dopo