postato da Ale55andra alle ore 13:26
lunedì, 10 dicembre 2007

REGIA: Kirsten Sheridan

CAST: Johnatan Rhys-Meyers, Keri Russel, Freddie Highmore, Robin Williams, Terrence Howard
ANNO: 2007

TRAMA:

L’undicenne Evan è orfano sin dalla nascita ma non ha mai perso la speranza di ritrovare i suoi genitori. Dotato di un estremo dono musicale, riesce a sentire la musica in tutto ciò che lo circonda ed è convinto che grazie ad essa si ricongiungerà con suo padre e sua madre.

 



ANALISI PERSONALE

Una fiaba dei nostri giorni questo August Rush – La musica nel cuore, che riesce addirittura a commuovere in alcuni punti. Caratterizzato da una sceneggiatura un po’ smielata e a tratti scontata, questa moderna storia d’amore a tre è una sorta di epopea dei sentimenti che resistono allo smacco del tempo e delle distanze, nonché delle avversità. A farla da padrone è la musica che in questo caso non svolge il ruolo di semplice commento e accompagnamento musicale, ma che è funzionale al racconto come una vera e propria protagonista. Il piccolo August, infatti, riesce a percepire ciascun rumore che lo circonda come se faccia parte di una sorta di spartito musicale e seguendo questi suoni che egli tramuta in vera e propria musica che gli entra nel cuore, riesce ad ottenere quello che vuole.

Evan (il folgorante Freddie Highmore) è un bambino molto curioso che vive in un orfanotrofio insieme ad altri bambini. Ha solo un amico, mentre tutti gli altri lo chiamano “matto” e si divertono a fargli dispetti e ad impaurirlo di notte, dicendogli che i suoi genitori non l’hanno mai voluto e che magari adesso sono anche morti. Ma Evan non ci sta, è sempre stato convinto di essere stato voluto e soprattutto di poter ritrovare i suoi genitori tramite la musica che gli nasce nel cuore e nella testa. Seguendo la melodia, scappa dall’orfanotrofio, nonostante sia arrivato un nuovo assistente sociale che promette di prendersi cura di lui (Terrence Howard) e si ritrova solo e spaesato a New York. Qui si imbatte in un ragazzino musicista di strada e, seguendolo, fa la conoscenza del “mago” (Robin Williams) un uomo burbero e severo che si prende “cura” di tutti questi talenti musicali, facendoli suonare in giro per le strade e tenendo per sé gli incassi delle offerte. Il “mago” prende sotto la sua ala protettrice anche Evan, dopo aver notato il suo straordinario talento musicale e gli insegna tutto quello che sa, dandogli persino il nome d’arte di August Rush. Ma il vero obiettivo di August non è quello di suonare per strada dove solo poche persone possono ascoltarlo. Lui vuole che siano tantissime le persone ad assistere alla sua musica, di modo tale da poter arrivare ai suoi genitori.
Questi sono Lila (la bellissima Keri Russel) allieva dalla Juliard che suona il violoncello e Louis uno scapestrato cantante e musicista di musica rock. I due si incontrarono casualmente sul tetto di un palazzo dove c’era una festa e fu subito amore. Ma le circostanze avverse, nonché il dispotico padre di Lila, non permisero ulteriori incontri. Louis, sconvolto dal fatto non aver avuto più notizie della sua amata, abbandonerà il gruppo e condurrà una nuova vita, mentre Lila decisa a portare avanti la gravidanza subirà un incidente, a seguito del quale crederà di aver perso il suo bambino, che in realtà è stato dato in adozione per volere di suo padre che le terrà sempre nascosto questo segreto fino a quando, undici anni e mezzo dopo, in fin di vita, non le dirà la verità.

Ed è così che anche Lila comincia a cercare suo figlio e magicamente anche Luis, che aveva cessato i contatti con i suoi vecchi amici della band, nonché con suo fratello (sottile allusione ai fratelli Gallagher?), ritorna alla sua vecchia vita e si mette alla ricerca di Lila. Entrambi riprendono a suonare, come se fossero consapevoli del fatto che loro figlio li stia cercando tramite la musica (anche se Luis non sa di essere padre). Ed è quindi questa passione per la musica, comune a tutti e tre i protagonisti di questo film (quando si dice che la mela non cade mai lontano dall’albero) a rendere reale l’impossibile e l’incredibile.

Lasciandosi andare a facili sentimentalismi e scontati cliché da romanzetto rosa (i due protagonisti continuano a pensare l’uno all’altro per undici lunghissimi anni senza mai pensare di cercarsi in maniera seria, se non quando è proprio il bambino a cercare loro), questo August Rush però riesce ad emozionare nonostante sia una vera e propria favola come quelle che piacciono tanto ai bambini, ma che a volte fanno sognare anche i grandi. Alquanto patetico e scontato quando indugia sulle vicende dei due genitori, risulta, invece, particolarmente interessante quando si concentra sul piccolo Evan/August che si fa letteralmente guidare dalla musica e che colleziona in tal modo una serie di esperienze incredibili fino ad arrivare a studiare addirittura alla Juliard, la stessa scuola alla quale apparteneva sua madre, non prima di essere diventato però artista di strada.
Inutile dire che la colonna sonora riesce a compenetrare non solo il cuore dei protagonisti, ma anche quello degli spettatori, accompagnando magistralmente ogni fase di questa struggente e commovente storia. Ma a bucare lo schermo e ad impressionare non è solo la musica che gioca un ruolo strategico, ma il piccolo Freddie Highmore che sforna un’interpretazione davvero molto dolce e molto naturale che ci fa affezionare incredibilmente al suo personaggio. A risultare incisivo è anche il grande Williams, come sempre sopra le righe che però interpreta un personaggio un po’ troppo ambiguo e mal caratterizzato, tanto da lasciare spaesato lo spettatore che non riesce a comprendere la sua vera natura: in realtà è davvero interessato a coltivare il talento dei suoi “portetti” e quindi anche di August o a fargli gola sono solo i soldi che da questi riesce a ricavare? Meno interessanti, invece, le performance degli altri protagonisti che risultano essere un po’ troppo calcate: Russel e Meyers un po’ troppo sofferenti e quasi monoespressivi.
La regia complessivamente priva di particolarità, si impreziosisce grazie ad alcune scene girate in maniera davvero originale che colpiscono per la loro particolarità come quella iniziale nella quale Evan
“sente” la musica in un prato che comincia a roteare e volteggiare o quella nella quale il bambino mette per la prima volta piede fuori dall’orfanotrofio, trovandosi tra i numerosi suoni e rumori di una metropoli come New York, suoni che vengono presto trasformati in una bella sinfonia dal geniale bambino. Particolarmente emozionanti sono anche le scene in cui si vedono intrecciati i due genitori che suonano, mescolando così musica classica a musica rock.
Sullo sfondo di una New York vista dagli occhi di un bambino si consuma una favolosa e romantica storia d’amore: amore per un figlio verso i propri genitori, di una mamma per suo figlio, di un uomo per la sua donna, di due fratelli, ecc…Insomma una sorta di eccesso d’amore che rischia di causare varie carie ai denti, ma ogni tanto lasciarsi andare al calore dei sentimenti non fa poi così male.

Regia: 7,5
Sceneggiatura: 6
Recitazione: 7,5
Fotografia: 7
Colonna sonora: 8
Ambientazione: 8
Voto finale: 7,5

 



CITAZIONE DEL GIORNO

Se Dio avesse assunto me, la creazione sarebbe finita giovedì. (Jenna Elfman in "Tentazioni d’amore", 2000)


 

LOCANDINA


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Categorie: cinema, 2007, august rush