postato da Ale55andra alle ore 14:12
martedì, 20 marzo 2007

REGIA: Edwrd Zwich

CAST: Leonardo di Caprio, Dijmon Hounsou, Jennifer Connelly, David Harewood, Arnold Vosloo, Ntare Mwine, Jimi Mistry

ANNO: 2006

 

TRAMA:

Le storie di tre personaggi si intrecciano per il raggiungimento di obiettivi comuni e non, tra i quali il ritrovamento della propria famiglia da parte del contadino Solomon Vandy, il ritrovamento della famosa pietra rosa (che vale milioni), da parte dell’ex mercenario Danny Archer e la denuncia di abusi e sfruttamenti delle multinazionali diamantifere americane nei confronti della Sierra Leone e della sua popolazione, da parte di Maddy Bowen. Alla fine, dopo numerose traversie e colpi di scena (?), ognuno di essi raggiungerà il proprio obiettivo, che magari durante il viaggio potrà essere anche cambiato.



ANALISI PERSONALE

Ecco un film da cui ti aspetti 10, ma che poi da meno di 0 (o quasi). Ecco un film che poteva essere interessantissimo, ma che risulta noioso, melenso, scontato, insomma quasi brutto. Dico quasi, perché mi è difficile definire brutto un film in cui recita uno dei migliori attori presenti ora sul mercato, tale Leonardo di Caprio (anche se a dire il vero ci è riuscito a recitare in un film a mio avviso orripilante e cioè Romeo+Giulietta). L’idea iniziale, e cioè quella di denuncia contro lo sfruttamento delle multinazionali diamantifere delle popolazioni della Sierra Leone, era molto interessante e poteva dare molti spunti di riflessione allo spettatore; invece si è scelto di incentrare la pellicola più sull’azione e sulla spettacolarizzazione (tra l’altro entrambe mal riuscite), e soprattutto sul rapporto dei tre, scontati quanto stupidi, protagonisti, e cioè l’ex mercenario cinico e cattivo che si redime per via di una bella (Danny Archer interpretato appunto da Leonardo di Caprio), il contadino africano a cui viene rapita l’intera famiglia e che tenterà il tutto e per tutto per riunirla (Solomon Vandy interpretato da Djimon Hounsou) e la giornalista piena di ideali (Maddy Bowen interpretata da Jennifer Connelly).

 


La sceneggiatura è a dir poco scontata, piena di cliché e a volte anche rozza e inadeguata. La storia non riesce ad appassionare come dovrebbe, e arriva a farti pregare che il film finisca il più presto possibile. Ci sono alcune assurdità che ho ritenuto a tratti ridicole, come la figura del figlio di Solomon, rapito da un gruppo di insurrezionalisti ribelli al governo, che tramite una sorta di lavaggio del cervello da essi ricevuto dimentica completamente la sua famiglia per diventare un bambino soldato e quando, dopo numerose traversie, il padre riesce a trovarlo, passa in un secondo dall’intento di ammazzarlo spietatamente all’abbracciarlo commosso tra le lacrime e il pentimento.

Oltre a tutto questo, una colonna sonora insopportabile e quasi onnipresente, un rap tamarro che più tamarro non si può (ma capisco che a qualcuno possa anche piacere). L’unica nota positiva che sono riuscita a trovare in questo film è la meravigliosa ambientazione, ma questo credo non sia merito del regista, ma del posto stesso in cui ha scelto di ambientare la sua pellicola e cioè l’Africa con i suoi colori favolosi, tra i quali spiccano i meravigliosi rosso e verde, nonché il nero della pelle della maggior parte dei protagonisti.

 


Mi meraviglio di come possa essere successo che di Caprio sia stato candidato all’oscar per questa, quasi insulsa interpretazione, che non piuttosto per quella più struggente e quasi perfetta di Billy Costigan nel meraviglioso The Departed. Accettabile, invece, l’interpretazione di Djimon Hounsou, che se non altro è riuscito a rendere l’idea del suo personaggio, e poi cosa che non guasta mai, è proprio un bel vedere, esteticamente parlando. La Connelly è stata a mio avviso il maggior punto dolente di questo film, prima di tutto per il personaggio quasi odioso da lei interpretato e in misura maggiore per la sua voce irritante e a tratti inadeguata (ho guardato il film in lingua originale e se da un lato sono stata piacevolmente sorpresa dalla bella voce e dalla ancora più apprezzabile recitazione del biondino sempreverde,  la Connelly non sono proprio riuscita a sopportarla).

 

Ma forse sono così dura, proprio perché mi aspettavo qualcosa di diverso, qualcosa di più, soprattutto perché L’ultimo samurai di Edward Zwich, mi aveva emozionata e appassionata molto.

Sconsigliato a chi come me si aspetta grandi cose da questo film, consigliato a chi ama un po’ d’azione e sparatorie e i finali scontati e strappalacrime.


Regia: 5

Sceneggiatura: 2

Recitazione: 6

Fotografia: 6,5

Colonna sonora: 2

Ambientazione: 6,5

Voto finale: 4,5

 


 CITAZIONE DEL GIORNO

La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. (da "Allarme rosso")


LOCANDINA


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Categorie: cinema, blood diamond