REGIA: Brian de Palma
CAST: Sissy Spacek, Piper Laurie, Amy Irving, John Travolta
ANNO: 1976
TRAMA:
E’ la storia di Carrie, ragazza bruttina e trascurata cresciuta all’ombra di una madre oppressiva ed esageratamente, nonchè pericolosamente, religiosa. E’ la storia della sua emarginazione a causa di un ambiente viziato e selettivo come quello dei liceali. E’ la storia della sua progessiva consapevolezza del possedimento di poteri telecinetici, che alla fine si riverseranno disastrosamente e in maniera terrificante verso coloro che dopo averle dato l’illusione di averla accettata benevolmente e affettuosamente, le tirano un “brutto scherzo” e verso colei che ha contribuito a renderla un’emarginata.
ANALISI PERSONALE
Carrie - lo sguardo di Satana è un film dell’orrore. Carrie - lo sguardo di Satana è un film degli anni ‘70. Carrie - lo sguardo di Satana è un film tratto da un romanzo di Stephen King. Carrie - lo sguardo di Satana è un film di Brian de Palma. Carrie è una ragazza con poteri telecinetici che ha per madre una fanatica religiosa di peggior rango. Uno strano mix che da un risultato più che positivo. Non sono un’amante del genere dell’orrore, anche perchè ultimamente sono tutti uguali, tenuti uniti da un sottile filo di trash (negativo, perchè poi c’è anche quello positivo) e di scontatezze e orrori (complessivamente parlando, non solo come trama o genere cinematografico). Carrie, no, Carrie è un bel film, ben girato, ben sceneggiato e soprattutto, ben recitato. Di sicuro non lo porrei allo stesso rango di altri bellissimi film girati dal medesimo regista, quali Scarface o Carlito’s way (a cui io sono affezionatissima); ma nel suo genere e soprattutto per quegli anni è una validissima opera. Innanzitutto c’è una colonna sonora che non è mai invasiva e che si addice attimo dopo attimo alle varie emozioni contrastanti della nostra Carrie e della sua “diabolica” fondamentalista cattolica madre. A loro, (Sissy Spaeck nel ruolo della efebica Carrie e Pipe Laurie nel ruolo della mamma), va gran parte del merito della riuscita di questa pellicola. Entrambe molto intense, entrambe molto “adeguate” al ruolo, entrambe abbastanza inquietanti. Di contorno tra i tanti personaggi e personaggini, spicca un giovanissimo quanto inguardabile John Travolta, che con de Palma ha iniziato a farsi i calli (come si suol dire). Questa sua interpretazione non rimarrà negli annali, ma perlomeno gli ha dato modo di sfoggiare la sua consueta simpatia e giggioneria (come amano dire i critici).
Un aspetto molto innovativo, per quegli anni, da me apprezzato, è la suddivisione dello schermo in più parti per far visualizzare la scena da varie prospettive o per mostrare cosa accade in posti diversi. Non mi vergogno a dire che ho goduto molto quando Carrie ha scatenato la sua furia repressa contro insegnanti, compagni e quant’altro, prima di tutto per il solito sadismo insito in quasi tutti gli spettatori e gli amanti del cinema, soprattutto di questo genere, e poi perchè mi affascinano molto i poteri paranormali (quali la telecinesi appunto), ma in prima istanza proprio perchè durante lo svolgimento della pellicola ho sempre pensato che ognuno di quei protagonisti meritava proprio quella “fine”.
Il film si apre con una scena per me da antologia, che penso rimarrà sempre impressa nella mia memoria: una partita di pallavolo, tante belle ragazze, giovani e scattanti...e in fondo relegata in un angolo una rachitica e scheletrica ragazza rossa piena di efelidi che scansa e ha quasi paura della palla. Subito dopo uno spogliatoio, le medesime ragazze nude o seminude che scherzano allegramente tra di loro, e anche in questo caso, nell’angolo della doccia, l’ultima ad usufruire del getto ormai tiepido, la stessa ragazza bruttina e incompresa, che scopre, tra la paura, l’orrore e l’incredulità dettata dall’assoluta ignoranza dell’”argomento”, di essere diventata una donna a tutti gli effetti. Il sangue fa la sua prima comparsa, e in seguito ce ne sarà molto, umano e non. Mi ha colpito molto, in questa sequenza iniziale, l’assoluta mancanza di malizia o implicazioni sessuali di questi nudi adolescenziali, quasi acerbi e virginali.
Consigliato a tutti gli amanti del regista e a tutti coloro che vogliano guardare un film dell’orrore che non sia un vero “orrore”.
Regia:
Sceneggiatura: 7
Recitazione: 8
Fotografia: 6,5
Colonna sonora: 7,5
Ambientazione: 7
Voto finale: 7
CITAZIONE DEL GIORNO
Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti. (Albert Einstein)
LOCANDINA
