postato da Ale55andra alle ore 13:39
venerdì, 28 dicembre 2007

REGIA: Bob Marshall

CAST: Reneè Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, John C. Reilly, Queen Latifah, Lucy Liu
ANNO: 2002

TRAMA:

La famosa cantante e ballerina di palcoscenico Velma Kelly e l’aspirante tale Roxie Hart, si ritrovano in prigione per aver ucciso rispettivamente sorella e marito infedeli e amante bugiardo. Quella che sembra essere una disgrazia, le porterà entrambe a scalare le vette della celebrità.




ANALISI PERSONALE

Musical scoppiettante, intrigante, ironico, divertente e coloratissimo questo Chicago. La sua forza è nelle scenografie, nei costumi, nelle affascinanti musiche jazz d’altri tempi e soprattutto nelle straordinarie interpretazioni che travalicano la normale concezione del mestiere dell’attore, andando ad arricchirsi anche di stupende interpretazioni canore e coreografiche. Tutti gli attori protagonisti sono in parte, nessuno risulta fuori luogo o inadeguato a partire dalla magnetica Catherine Zeta Jones, passando per la “gattinesca” Reneè Zellweger, fino ad arrivare al favolosamente triste John C. Reilly e allo sfacciato e sexy Richard Geere. Degne di nota anche le prestazioni di quella Queen Latifah presa in prestito dalla musica e della ruggente Lucy Liu, più graffiante che mai.

La storia comincia con Velma (Catherine Zeta-Johnes) che si affretta ad andare sul palcoscenico, dopo aver assassinato sua sorella (con la quale si esibiva) e suo marito, beccati a letto insieme.
Ad assistere al suo show c’è mezza Chicago e anche la biondina slavata Roxie (Reneè Zellweger) accompagnata dal suo amante Fred che le ha promesso di farla entrare in qualche modo nel mondo dello spettacolo.
Le settimane passano però e per Roxie non ci sono novità. Quando le appare chiaro che Fred l’ha usata solo per portarla a letto, “non ci vede più dalla rabbia” e lo uccide a sangue freddo con la pistola di suo marito Amos (John C. Reilly). Dopo aver tentato inutilmente di far ricadere la colpa sul povero Amos, la piccola Roxie viene arrestata e portata nel braccio della morte insieme ad altre sei crudeli assassine, tra cui la famosa Velma.
Per Roxie sembra mettersi male: non solo non potrà mai più realizzare il suo sogno di diventare una celebre artista da palcoscenico, ma molto probabilmente finirà sulla forca. E come se non bastasse il carcere è gestito da una corpulenta donna di colore che si fa chiamare “Mama” (Queen Latifah) che non fa niente per niente, accettando di aiutare le donne solo in cambio di cospicue somme di denaro. Denaro che non manca di certo a Velma, la quale sopporta meglio la permanenza in carcere, durante la quale cerca di spianarsi la strada per un’uscita trionfale. Si fa difendere dal migliore avvocato di Chicago, Billy Flyny (Richard Geere) e cerca di farsi pubblicità in tutti i modi, passando per la vittima del caso, piuttosto che per la carnefice.



Ben presto Roxie si renderà conta di aver bisogno di Billy e, sfruttando nuovamente l’amore e l’ingenuità di suo marito, riuscirà ad ottenere i suoi “servigi”. Grazie all’abile furbizia dell’avvocato smaliziato, Roxie riuscirà a costruire una campagna pubblicitaria più grande di quella di Velma, che passerà così in secondo piano. La giovane donna diventerà una star, e tra un colpo di scena e l’altro (qualcuno vero, qualcuno abilmente inventato da lei o dall’avvocato) diventerà la numero uno a Chicago. Ma il pubblico si sa, si stanca facilmente e basta un non nulla a far dimenticare anche la più grande delle star.
Ma è poi così facile dimenticare due assassine che si uniscono per esibirsi? Velma e Roxie si fanno la stessa domanda e arrivano ad una brillante conclusione.

Attraversato da una non molto sottile critica a quella società (che è poi anche la nostra) della spettacolarizzazione delle tragedie (Velma torna ad essere famosa e Roxie lo diventa, perché è un’assassina che si esibisce in balletti succinti e canzoni sensuali), Chicago trova i suoi punti di forza quando traspone le vicende dei protagonisti sotto forma di musical, piuttosto che quando ne narra le reali vicissitudini, riuscendo a distinguere nettamente la situazione reale da quella onirica anche grazie ad un abile uso della fotografia e ad un’interessante gioco di luci e di colori che si fanno molto più potenti e intensi quando assistiamo alla parte musicata e molto più cupi e scuri quando torniamo “coi piedi per terra”.

Stupenda l’esibizione del Mr Cellophane di John C. Reilly (che meritava indubbiamente l’Oscar) e meravigliosamente originale e particolare il duetto da ventriloquo tra Richard Geere e Reneè Zellweger con tutta una serie di “burattini” al seguito. Fenomenale anche la Zeta-Jones quando canta All that jazz, ammaliante Queen Latifah con il suo When you’re good to Mama ed estremamente sexy il “buontempone” Geere nell’esibizione di un rocambolesco tip-tap “giudiziario”.
Vincitore di 6 premi Oscar (miglior film, miglior attrice non protagonista
a Catherine Zeta-Jones, miglior montaggio, miglior scenografia, miglior costumi e miglior sonoro) su 14 nomination (tra cui quelle alla Zellweger e a Reilly che sarebbero state più che meritate), questo è uno dei migliori musical mai sfornati a Hollywood, contrassegnato da ottime coreografie musicate magistralmente e interpretate squisitamente dagli attori che hanno eseguito loro stessi sia la parte cantata che quella coreografata e che sono quindi meritevoli di un triplice applauso.

Regia: 8
Sceneggiatura: 7,5
Recitazione: 8,5
Fotografia: 8,5
Colonna sonora: 9
Ambientazione: 9
Voto finale: 8,5

 

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Il guardiano del castello a Re Artù che vuole entrare: "Figlio di madre sterile e di padre impotente". (Da "Re Artù")(Monty Python)


LOCANDINA


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Categorie: cinema, chicago