postato da Ale55andra alle ore 11:52
giovedì, 04 ottobre 2007
REGIA: Michael Mann
CAST: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo
ANNO: 2004
TRAMA:
Max è un uomo medio, un normale tassista che sogna di guidare una limosuine e di andare in vacanza alle Maldive. In uno dei suoi tanti turni notturni fa la conoscenza di Vincent, un uomo che gli dà 700 dollari per accompagnarlo ovunque egli voglia. In realtà molto presto Max si renderà conto che Vincent è un killer e che lo sta accompagnando ad uccidere cinque persone, una delle quali gli sta molto a cuore.
ANALISI PERSONALE
Premettendo che non sono una grande appassionata di film d'azione, posso sicuramente asserire però che Michael Mann, come pochi altri, è riuscito a farmi apprezzare molti di questi film. Considerato il maestro dell'action-movie, Michael Mann riesce sapientemente a miscelare azione, sentimenti e stile con risultati il più delle volte eccellenti. Come dimenticare il meraviglioso Heat o l'impegnato The insider e soprattutto come non citare questo perfetto Collateral? Molti potrebbero replicare che si tratta della solita trita e ritrita contrapposizione tra bene e male, impersonati dal docile Max (Jamie Foxx) e dal killer Vincent (Tom Cruise). In realtà Collateral è molto di più e ce ne rendiamo conto ad ogni minuto che passa durante la visione. La vera protagonsta del film è Los Angeles, una città così grande nella quale è facile perdersi e perdere se stessi. Una città che Mann riprende di notte in digitale donando al film quell'aspetto che solo le grandi vecchie pellicole hanno. Una città cupa e misteriosa piena di luci e palazzi, dove la vita scorre veloce e le auto si inseguono nelle interminabili strade. Una città dove però le vite delle persone possono magicamente intrecciarsi, così come avviene con Max e Annie, procuratore distrettuale che sale a bordo del taxi e che sembra provare una certa simpatia per il tassista che le racconta i suoi sogni e le regala la sua cartolina delle Maldive per farla "viaggiare" lontano dal suo lavoro opprimente. Per Max sembra mettersi bene, con la sua prima corsa si è guadagnato il numero di telefono di una donna molto interessante. Ma la fortuna continua a sorridergli e questa volta a salire sul suo taxi è un uomo brizzolato, molto elegante che gli offre ben 700 dollari per accomapagnarlo in alcuni posti. Il suo nuovo cliente, Vincent, è un uomo a cui piace filosofeggiare e che prende la vita così come viene, cogliendo l'attimo.
Durante prima fermata, mentre Max aspetta diligentemente che Vincent torni dalla sua "visita", un cadavere precipita da un grattacielo sul taxi e subito dopo si viene a scoprire che il suo cliente altri non è che un killer di professione che deve uccidere cinque testimoni implicati in un'inchiesta su un gruppo di narcotrafficanti. Max tenterà in tutti i modi di svincolarsi dal suo incarico, ma alla fine sarà costretto a soccombere e ad "aiutare" il suo cliente. Lo condurrà volta dopo volta ad ogni testimone, richiando più volte la pelle e tentando ripetutamente di liberarsi dalle "grinfie" di Vincent. Tra le loro tappe ci saranno un club di jazzisti molto elegante e una discoteca ricca di luci e movimenti nella quale si svolgerà forse la sequenza più interessante e meglio girata dell'intera pellicola, una sequenza ricca di azione e adrenalina, contrassegnata da una musica incessante e psichedelica.

Per Vincent portare a termine il suo lavoro è la cosa più importante, e non si fermerà davanti a nulla pur di compiere la sua "missione", nemmeno davanti al detective Fanning (Mark Ruffalo) che sta indagando sugli omicidi da lui messi in atto e soprattutto nemmeno davanti a Max col quale filosofeggia tra una fermata e l'altra. Quando il tassista si renderà conto che la quinta vittima del suo cliente è proprio Annie, la bella procuratrice che aveva accompagnato ad inizio serata, le cose si fanno più serie. Deciso a tutti i costi a salvare la vita della donna, Max tenterà il tutto e per tutto per eliminare il suo "nemico", riuscendoci in un epilogo finale a tratti onirico, ma di sicuro pregno di emozione e ricco di forza ed impatto visivo.
Le parti più intense e profonde del film che hanno catturato la mia attenzione e il mio cuore, sono però i dialoghi filosofeggianti di Vincent e Max durante le loro scarrozzate per la città. Dialoghi intrisi di moltissimi spunti di riflessione e contrassegnati dalla contrapposizione di due modi di vedere e di vivere la vita: l'approccio del vivi e lascia vivere e del cogli l'attimo di Vincent e l'approccio diametralmente opposto di Max che vive mediocramente pur avendo un sogno, ma che sa che quel sogno non si avvererà mai, che risparmia da 12 anni i soldi per comprarsi una limousine ma che sa che ciò non avverrà mai, che guarda le Maldive dalla cartolina posta nel parasole del suo taxi, ma che non ha il coraggio di andarci per davvero. Collateral è tutto questo, è la riuscitissima unione di azione e medit"azione", ma è anche il risultato di un'encomiabile miscela di caratteristiche: la stupenda colonna sonora che accompagna il "viaggio" notturno dei due protagonisti, la splendida fotografia sgranata che accentua il buio e l'oscurità della notte, una regia intrisa di primi piani ricchi di luci e ombre che analizzano le personalità di Max e Vincent, un'ambientazione losangeliana da sogno e da brivido e, dulcis in fundo, una recitazione ai limiti della perfezione espressiva e
comincativa con un Tom Cruise a tratti fisicamente irriconoscibile ma professionalmente sempre migliore che riesce a donare uno spessore inusitato al suo personaggio e con un (allora) poco conosciuto Jamie Foxx al massimo dello splendore. Collateral è tutto questo, un mix esplosivo di tutto ciò che di buono si può trovare al cinema, di tutto ciò che io amo guardare in una pellicola a dispetto di quanti affermano che non ci sono film d'azione di serie A.
Consigliato agli amanti dei film d'azione e soprattutto a chi ritiene che non esistano degli ottimi film di questo genere.
Regia: 9
Recitazione: 9
Sceneggiatura: 9
Fotografia: 9
Colonna sonora: 9
Ambientazione: 9
Voto finale: 9

CITAZIONE DEL GIORNO
"Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia". "Non voglio metterti in gabbia, io voglio amarti". "E' la stessa cosa". (da "Colazione da Tiffany", di Blake Edwards)
LOCANDNA
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