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venerdì, 25 gennaio 2008

REGIA: Alfred Hitchock

CAST: Karen Balck, Bruce Dern, Barbara Harris, William Devane, Ed Lauter
ANNO: 1976

TRAMA:

Le strade di due piccoli imbroglioni, Blanche e George, si intersecano con quelle di due grandi furfanti, Arthur e Fran. I primi credono di riuscire ad ottenere un buon gruzzolo “consegnando” Arthur ad una sua vecchia zia che vuole lasciargli tutti i suoi averi; i secondi, invece, pensano di essere inseguiti per via dei loro loschi affari.




ANALISI PERSONALE

È possibile mescolare abilmente diversi generi cinematografici come la commedia, il giallo, il noir, in maniera a dir poco sublime? La risposta è si se dietro la macchina da presa c’è un genio incontrastato che si chiama Hitchock. Col suo ultimo film, il grande maestro, è riuscito a divertirsi, ma soprattutto a divertirci, senza dimenticare di regalarci quei brividi che hanno sempre contrassegnato il suo cinema. Ed è così che guardando questo film passiamo dal sorriso alla suspance, dalla paura al puro divertimento. Con grande stile, humor e padronanza del mestiere, il regista ci accompagna ironicamente e rocambolescamente in un viaggio che non è esente da rimandi alla società del tempo e a richiami a temi quali il sesso (prima d’ora mai affrontati a viso aperto come in questo caso con la biondina protagonista che sembra esserne “affamata”).

Blanche (la pimpante Barbara Harris) è una sedicente medium, che si diletta nell’imbrogliare avvenenti signore che credono di parlare con i propri cari defunti. Una di queste signore non si perdona di aver fatto abbandonare alla sua sorella, ora morta, un bambino ancora in fasce perché nato in circostanze disdicevoli per l’epoca. La signora non ha altro desiderio che quello di ritrovare suo nipote e fargli dono di tutti i suoi averi. Blanche, acconsente anche perché la donna le ha promesso 10.000 dollari di ricompensa. Con l’aiuto di suo marito George (il simpaticissimo Bruce Dern) comincia a fare delle ricerche che diventano poi delle vere e proprie indagini, lungo il corso delle quali la coppia si imbatte in un’altra coppia molto pericolosa. Si tratta di Arthut (il sibilino William Devane) e Fran (l’ipnotica Karen Black) che attuano dei rapimenti per ottenere in riscatto gioielli di altissimo valore. La loro copertura è impeccabile: gestiscono una gioielleria. Ad occuparsi del rilascio dell’ostaggio è Fran, che con tanto di parruccone biondo, occhiali da sole e cappello nero, sena profferir parola induce la polizia a consegnarle il prezzo del riscatto e anche un elicottero per portare un agente dal povero rapito.
Quando George comincia ad avvicinarsi un po’ troppo alla temibile coppia, dato che crede che Arthur altri non sia che la persona da lui e da sua moglie cercata, le cose per loro si mettono molto male. Infatti, lo spietato criminale, ignaro del reale motivo per il quale viene seguito dagli altri due, crede di essere ricercato da loro per intascare la cospicua taglia che vige sul capo dei famosi rapitori. Quando scopre la verità però è troppo tardi e solo una delle due coppie riuscirà ad avere la meglio sull’altra.

Che Hitchock fosse un genio lo sapevamo già. Ma con questo suo ultimo bellissimo film, ne ha dato nuovamente prova. Numerose le scene se vogliamo dire “cult”, alle quasi sicuramente grandi registi a venire si sono ispirati, primo su tutti de Palma. Indimenticabile quella nella quale vediamo per la prima volta Fran, tutta vestita di nero con tacchi a spillo e parrucca bionda, passare davanti all’auto di Blanche e George e dirigersi in un religioso silenzio verso la stazione di polizia per ritirare il suo diamante. I suoi movimenti sono quasi meccanizzati e la musica che accompagna questo suo incedere fiera e silente è a dir poco agghiacciante. Un’altra scena girata con una dose di humor incredibile è quella del guasto dei freni dell’auto di Geroge che comincia a sbandare con altre auto e moto che gli vengono incontro: la povera Blanche si abbarbica come un’ostrica a suo marito impedendogli la visuale e strillando come una matta. La differenza tra le due coppie è resa palese non solo nel modo di recitare degli attori (molto più frivoli i primi e molto più seriosi i secondi), ma anche dal cambiamento di registro nella regia, nella colonna sonora, nei toni della fotografia, nell’ambientazione stessa. George e Blanche, i più simpatici e buffi, vivono un ameno appartamento, lui fa il tassista, lei la medium imbrogliona. Entrambi però sognano qualcos’altro. Lui si trasforma in un perfetto Sherlock Holmes con tanto di pipa e lei in una detective impavida e coraggiosa. Arthur e Fran, invece, vivono in un lussuoso appartamento e nello scantinato, nascosto abilmente, c’è una sorta di ripostiglio dove ripongono le loro vittime (tra le quali persino un vescovo). Lui è molto più crudele di lei e non si fa scrupolo se per raggiungere i propri obiettivi è costretto ad ammazzare qualcuno. Lei sembra voler porre fine alle nefandezze del suo compagno.
Amalgamando ironia (come nella scena iniziale di Blanche che parla con la defunta sorella dell’anziana signora) a momenti di alta tensione (i rapimenti di Fran e Arthur, ma anche alcuni loschi figuri che compaiono all’interno del film) e regalandoci l’ultima delle sue consuete apparizioni (questa volta dietro un vetro dell’ufficio anagrafe) , Hitchock firma una pellicola di alto livello, dando il suo ultimo saluto a quella che è stata di sicuro una grandissima passione piuttosto che un mestiere: il cinema.

Regia: 9
Sceneggiatura: 7,5
Recitazione: 8,5
Fotografia: 8
Colonna sonora: 8,5
Ambientazione: 8
Voto finale: 8

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Wendy, tesoro, luce della mia vita! Non ti faro' niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti faro' niente. Soltanto, quella testa te la spacco in due, quella tua testolina te la faccio a pezzi! (Jack Nicholson a Shelley Duvall in "Shining", 1980)


LOCANDINA


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Categorie: cinema, alfred hitchcock, complotto di famiglia